Io comunque sono ottimista, le cose dei cinesi durano sempre poco
“SU QUESTE COSE NON SI SCHERZA, NON STIAMO PARLANDO DI CARAMELLE, É UNA COSA SERIA, BISOGNA PENSARCI, È MOLTO GRAVE, QUI C’È BEN POCO DA RIDERE”.
Et voilà, signore e signori, sono tornata.
Innanzitutto vi avviso, per la prima volta ci sarà un post Numero 1 e un post Numero 2. Non lo so se sia frutto dell’isolamento o dipenda dall’argomento mooooolto interessante, ma mi sono fatta prendere la mano. Un po’ come quando parlo, ne è venuta fuori una storia lunghissima. Calmo, calmo, non ti preoccupare, a parte avere diviso il testo in due post, mi sono impegnata affinché non fosse noioso. Sul risultato non garantisco e di questi tempi scordati il “soddisfatti o rimborsati” come con i materassi che hai comprato in tv.
Che poi, diciamoci la verità, che cavolo hai di meglio da fare?
Eh dai, trascorriamo quelle tre o quattro ore insieme. Scherzo, dipende da quanto sei allenato e quindi veloce a leggere, e in questa quarantena tra Serie TV, Play Station e Telegiornali non lo so, la vedo grigia.
Comunque, ti pareva che io non mi facessi travolgere da tutto questo casino mediatico e non decidessi di scrivere qualcosa su questo attualissimo, fantastico mostro cattivo, il Coronavirus.
Ora i bambini non li spaventiamo più con l’uomo nero, quel dilettante, ora è il momento del: “Guarda, stai attento, eh, se non mangi quella minestra arriva il Coronavirus”.
Insomma la storia inizia così:
“Correva l’anno 2020 e arrivò un mostro in città, prima in Cina perché è là che iniziano tutte le cose che distruggeranno il nostro mondo. Questo mostro si impossessava delle persone e si insinuava nelle famiglie, a lavoro e tra gli amici, spesso senza che loro se ne potessero accorgere.
Il terribile e spaventoso Coronavirus cambiò le vite dei nostri amici per sempre, in peggio, ovviamente. THE END”.
Ed è così che la nostra principessa sul pisello si trova a fare una lotta quotidiana con annessa corsa a ostacoli e contemporaneo schivamento dei coltelli.
Che fatica, dio mio!
E mo’ basta, e daje!
Esatto, una cosa così, naturalmente nella versione estesa c’è una bella descrizione del finale che non è per nulla un lieto fine, come le favole a cui siamo abituati.
Ma io mi chiedo, santo Cielo, se quelle fiabe con cui siamo cresciuti e che leggiamo ai nostri figli finiscono con “E vissero tutti felici e contenti ” un motivo ci sarà, no?
E ora che ci siamo dentro, in una di quelle terribili storie, voi ci tenete a dirmi che no, non devo essere ingenua, andrà male, andrà sempre peggio. È così che vi piace parlarne, è questa l’atmosfera che regna sovrana.
Beh, sbattetevi quanto vi pare amici miei ma io a questa cosa mi ribello, e lo faccio perché sennò mi sembrerebbe di gettare al cesso centinaia di anni di belle storie in cui vincono i buoni. Io la vivo come se l’avessero scritto i fratelli Grimm, ‘sto racconto sul Coronavirus, con i mostri che portano tanta sofferenza, ma che, alla fine, vengono sempre sconfitti e regna la gioia.
E se ho aspettato a scrivere sull’argomento è perché… Lo confesso solo a te che sei uno di cui ci si può fidare, schhh, avvicinati che te lo dico all’orecchio: “Io, si proprio io, io PREFERISCO PARLARE D’ALTRO”.
Nooo, vade retro, svergognata, insensibile egoista. E chi più ne ha più ne metta. Scrivimeli gli appellativi e poi mandameli per SMS come ai vecchi tempi.
Ti stupisci che “The Smile Queen” non voglia parlare tutto il tempo di una pandemia in corso, di un virus potenzialmente letale?
Non lo fa perché crede che pensarci e parlarne per 24 ore al giorno (perché sicuro che te lo sogni pure la notte) non riporterà né i morti indietro, né ci restituirà le perdite economiche, ma anzi, ci farà perdere tutto quello che ci resta.
Volevi il finale tragico?
No dai, non fare così, nooo non piangere, ma era così per dire, ma vaaaa mica succede!
Vuoi sentire una bella favola?
Cominciamo da quando è nato, il nostro Caterpillar senza macchia e senza paura. Ti spiego perché, nel bel mezzo di una pandemia, lei non reagisce come te, poi con questa informazione puoi farci il cavolo che ti pare.
E te lo racconto agganciandomi a una delle frasi che mi son sentita dire.
“SU QUESTE COSE NON SI SCHERZA”
La favola della nascita dalla nostra eroina è questa:
C’era una volta tanto tempo fa (non troppo, non sono giovanissima ma neppure Matusalemme) una ragazza giovane e carina (eh, bei tempi quelli prima delle creme al Q10 e il Voltaren).
La nostra protagonista non era conosciuta per avere un bel carattere e un docile temperamento. Insomma la nostra Puffa Quattrocchi aveva l’incazzatura facile, era molto permalosa e guardava con disprezzo chiunque facesse ironia. Andava in giro con lo sguardo basso e quando qualcuno faceva una battuta nei suoi confronti erano cavoli, e comunque in automatico partiva il pensiero “Cosa avrà da ridere questo Idiota?”.
Questo capitava con la stessa frequenza con cui tu, ora, durante la quarantena, ripensi con malinconia alle pizzate con gli amici.
Smettila, me lo ricordo bene che ogni volta sia prima che dopo avevi qualcosa per cui lamentarti. Stavi sempre a dire: “Che palle, facciamo sempre le stesse cose; Matteo stressa con il capo che è uno stronzo; Valeria e Luca litigano pure stasera, vedrai, non ho capito perché non si mollano; sicuro che Sara se ne uscirà fuori col fatto che non ha soldi e mi devo mordere la lingua per non dirle – e il Folletto con quali soldi te lo sei comprata?”. Insomma, le solite cose tra amici.
Eccola là, nuovamente fuori tema, e ci credo che vengono due post, tra un po’ mi tocca fare più puntate di Beautiful.
Mi rimetto in carreggiata.
Vabbé abbiamo capito che non era proprio una ragazza positiva, la nostra Candy Candy vestita di nero.
In più, stavolta le successe davvero una cosa triste, drammatica, qualcosa che lo giustificava quell’umore pessimo, un motivo per essere disperati.
Con gli occhi gonfi e il cuore stretto si avviò verso quella stanza d’ospedale dove là c’era qualcuno che lei non avrebbe mai più rivisto, e lo sapeva bene.
Insomma, la nostra Baby-Joker entra nella stanza pensando che la vita fa schifo e la Fatina Buona da quel letto le dice: “Ma va, ma non piangere, é tutta una finta, guarda fuori dalla finestra, ho fatto tutta questa scena per farmi dare la camera con vista sul mare, vai a vedere!”.
E Crudelia Junior singhiozzando ci andò, alla finestra, ed era vero, maledizione, giuro, si vedeva il mare. Ma purtroppo non era una scena.
Si voltó a guardare l’originale “The Smile Queen ” e vide che sorrideva, un sorriso un pochino tirato, ma pur sempre un sorriso.
In quel momento la nostra piccola guastafeste fece una promessa, quella di impegnarsi sempre a credere, ad avere fede, in cosa non era importante, purché fosse qualcosa di positivo. In quel momento le fu chiarissimo chi, cosa e come voleva essere, per sé stessa, per la sua famiglia, per gli amici, per i figli futuri e per le persone che l’avrebbero amata, nella buona e nella cattiva sorte.
Ok, la storia strappalacrime è finita, soffiati il naso, che schifo, ti cola tutto quanto, una cosa vomitevole.
Ecco, ne approfitto per fare un breve annuncio pubblicitario a proposito della persona che le sta accanto nella buona e nella cattiva sorte, sono aperte le candidature.
Potete inviare un’Email con il Curriculum Vitae all’indirizzo amici-immaginari@outlook.com.
Mi raccomando non dimenticare di scrivere la lettera di accompagnamento in cui spieghi perché dovrei scegliere proprio te, cosa ti rende il candidato ideale.
Naturalmente abbiamo molte altre posizioni aperte. Per aiutarmi a smistare la mole enorme di richieste che riceverò, per favore specifica nell’oggetto la posizione per cui ti proponi, come “principe azzurro”, “amica fedele” “compagno di bevute virtuali” ecc. Lascia libero sfogo alla fantasia, stupiscici con effetti speciali, noi non giudichiamo nessuno.
Ti avviso, non si guadagna tanto e c’è moltissimo lavoro da fare, ma è come l’insegnante, o il capo scout nel tempo libero, uno di quei lavori in cui spesso ti chiedi: “Ma perché non ho scelto di fare il contadino? “, però in fondo lo sai che non saresti felice se facessi qualcos’altro.
Eccola là, nuovamente fuori tema, ho aperto un’altra parentesi gigante.
Avvisatemi no, porca miseria, oramai mi conoscete, che cosa ci state a fare là come stoccafissi?
Comunque, tornando a noi.
La storia di quando, a vent’anni, sono nata nuovamente, è la risposta al vostro:
“SU QUESTE COSE NON SI SCHERZA”
detto in questi tempi del Coronavirus.
Lei ha avuto l’onore e la fortuna di vedere qualcuno scherzare negli ultimi giorni di vita ed è stata l’unica volta che ha pianto di dolore e riso di cuore in contemporanea, una sensazione fantastica.
Quindi tu, Brontolo di turno, povero nanetto, non riuscirai a farle cambiare atteggiamento.
Potenzialmente, si può scherzare su qualunque cosa, e fa pure bene.
Poi, vediamo, cos’altro mi sono sentita dire? Ah sì!!
“QUI C’È BEN POCO DA RIDERE”
Idem come sopra. Se cerchi lo trovi, qualcosa su cui ridere, e se non ce la fai ti do una mano io. Oppure resti sotto la nuvoletta nera ma non mi rompi i cosiddetti quando rido io, amico caro.
“Chi non sa fare luce è pregato di non fare ombra” disse qualcuno, parole sante.
Ma continuiamo, un’altra frase che dicono è:
“È UNA COSA SERIA”
Resta nella tua serietà, per carità, io mi impegno per non disturbarla, ok? Neee, non ce la faccio, mannaggia.
Mi alleneró un pochino, ti lascio ai tuoi pensieri seri e cupi mentre io vado a cercare qualcosa sull’argomento, che ne so, una battuta su Pinterest o un video divertente su Youtube e mi faccio quattro risate.
Ok ok, non ti disturbo, cerco di ridere in silenzio. Neee, no-go, non ci riesco.
Ma vedrai che dopo l’isolamento andrà meglio, stenterai addirittura a riconoscermi.
Comunque per ora mi faccio le mie fragorose risate sola in soggiorno, sola sulla tazza del water, sola a letto, vabbé quello.
Beh che aspetti, l’hai mandato o no questo Curriculum?
Intanto ti lascio anche questa volta con una canzone.
Si si, non ti agitare, ti avevo detto che questo argomento avrebbe avuto due Post dedicati, tranquillo, ne riparliamo del Coronavirus, per l’amor di Dio, mica me lo scordo.
E poi dov’è che me ne scappo, sono io pure in quarantena!