– Sai cosa mi piace di te?
– Cosa?
– Non lo so, speravo mi aiutassi tu.
“SEI INCONTENTABILE. LE COSE DEVONO ESSERE COME DICI TU E DEVONO DURARE QUANTO CONVIENE A TE. È INGIUSTO, NON È EQUO E NON HA SENSO”
Eccomi qua!
Per via del precedente tanto atteso post sul Coronavirus Monster ho fatto una pausa più lunga del solito ma sto nuovamente qui, e dove vuoi che me ne vada, di questi tempi poi…
Detto questo, stavolta ho indugiato sul cosa e quando scrivere, bloccata nel mezzo di una sorta di tiro alla corda tra la VOGLIA DI NORMALITÀ e il PENSIERO DI ADATTARSI AL SENSO COMUNE.
Indovina chi ha vinto? Sorpresa!!! Anzi no, dato che ora ci conosciamo da un po’ puoi tirare ad indovinare su cosa, tra VOGLIA e PENSIERO, abbia avuto la meglio in me.
Esatto, ti vedo sveglio oggi, nonostante le maratone Netflix e i giochini di Facebook. Che te lo dico a fare? Il PENSIERO ha perso miseramente.
Che poi in condizioni “tipiche” la NORMALITÀ e il SENSO COMUNE avrebbero pure potuto coincidere, ma nel tempo del Coronasticazzivirus non è assolutamente così.
Dicevamo, in genere il mio concetto di normalità e di senso comune combaciano, ma ora no. Ora il senso comune porta a parlare del virus, a fare prognosi sul virus, a preoccuparsi del virus e udite udite, a fare complottismo sul virus.
La nostra amica “voglia di normalità”, invece, rappresenta il desiderio di astrarsi da tutto ‘sto schifo di ansia, paura e negatività per vivere come se nulla fosse, come vivevamo prima, quando ci aggiravamo nel mondo ignari di quello che ci sarebbe successo di lì a breve.
La mia voglia di normalità ha guidato la scrittura di questo post partendo da qualcosa che un amico mi disse ben prima che scoppiasse questo casino.
E suddividiamola pure in piccole parti quella frase, vivisezioniamola questa affermazione, così te la smonto in maniera più efficace, o, meglio, con più soddisfazione.
“SEI INCONTENTABILE”
Yes!! E sia lodato il Signore.
Incontentabile per te significherebbe mai contenta? Buuuz, risposta errata, non mi pare proprio un mio problema, anzi.
Paradossalmente, se davvero fosse questo il significato del termine, Mr. Enciclopedia Treccani, mi parrebbe più adatta a te che a me, la definizione.
Sei tu quello che vive la sua esistenza Low-Risk con la frustrazione come accessorio in dotazione nel pacchetto, quello a non essere mai davvero contento.
La mia versione di INCONTENTABILE è: se non sono felice passo oltre, capitolo successivo, episodio 2, chiamatelo come vi pare, avete capito il concetto?
E certo che durante quel passaggio mica faccio i salti di gioia, anzi, spesso è davvero molto doloroso, ma sia prima che dopo vivo come scelgo io di fare, e allora diamine, certo che sono contenta!
E perché non ci provi pure tu? Prova a sognare, a guardare il cielo anziché il pavimento, a desiderare di più, e perché no, il meglio, e soprattutto prova ad andare a prendetelo quello che desideri, anziché lamentarti di ciò che non hai.
Prova, dannazione! Come perché dovresti farlo? Perché te lo meriti, perché ti meriti di vivere anziché sopravvivere.
“LE COSE DEVONO ESSERE COME DICI TU”
Beh cavolo, sai com’è, è la mia vita, ci mancherebbe che debbano essere come dici tu!
Pure qui, mi stai davvero suggerendo di optare per le molteplici rinunce, i compromessi, la falsa accettazione?
Scommettiamo che se vai a guardare là in fondo a te stesso tutti quei rospi che hai ingoiato sono rimasti intatti? Magari saltano fuori travestiti da emicrania o gastrite.
Oh, non ti sto raccontando nulla di nuovo, vero? È solo che non ti piace pensarci e quindi eviti di farlo, bravo amico Struzzo.
Parlo di quel “vabbé non ci posso far nulla, pazienza” detto troppo spesso, e detto per le cose troppo importanti.
Eh si che ci puoi fare qualcosa, maledizione!
E la definisco “falsa accettazione” perché tu, in realtà, non hai accettato proprio un bel niente.
Forse, e dico forse, se ogni tanto ci provassi a pretendere che le cose VADANO COME DICI TU, quella scorta per un anno di Maalox per i bruciori di stomaco te la potresti pure risparmiare.
E non ti dico di ottenerlo con litigi e discussioni, per carità, parlo dell’opposto. Proteggi te stesso e fallo con quella pace che solo una consapevole determinazione ci consente di fare. E ricorda amico mio, se non lo farai tu, non ci sarà nessuno che lo farà per te.
“LE COSE DEVONO DURARE QUANTO DICI TU”
Sbaam!! E qui casca l’asino, caro mio.
Ognuno ha le sue motivazioni, ma nei rapporti tra amici, fratelli o genitori e figli si cade sempre nelle stesse dinamiche, per non parlare dalle coppie o peggio ancora, delle forse-ma non ancora-ipotetiche-future-coppie. Che poi viene da domandarsi, ma se quella cosa, e lo faccio ovviamente intenzionalmente a non definirla relazione, se quella cosa inizia con tutto ‘sto casino di incomprensioni, tensioni e balle varie, cosa ti fa pensare, genio, che poi, quando le cose si complicheranno, quando ci saranno di mezzo dei sentimenti, la situazione già tragica andrà meglio? Stavolta sono io quella che ti invita a non essere ingenuo, certo che andrà sempre peggio, vogliamo vedere?
Comunque ognuno di noi ha i suoi tempi.
Punto.
Ognuno di noi messo davanti alla stessa situazione prova sensazioni diverse.
Ognuno di noi vive le relazioni in maniera differente perché ha bisogno di cose diverse.
Punto.
Non mi pare che per capire ‘sto concetto dobbiamo scomodare il maestro Freud, o no?
La Mission che pare Impossible è trovare un punto di incontro tra due persone che hanno visioni, sensazioni e bisogni diversi.
Hey, bada bene, non fare il furbo, non ho parlato di compromesso, ho parlato di punto di incontro, le due cose sono nettamente differenti.
Il compromesso richiede una rinuncia, anzi due rinunce, da entrambe le parti, se ti va bene. Il punto di incontro è prendere una strada che alla fine dei conti ti risulterà molto più automatica che consapevole.
Noto che hai difficoltà ad afferrare il concetto, ok, alcuni esempi.
Rispondo alle chat ogni 3 minuti o ogni 3 giorni?
Ti coinvolgo nella mia vita e mi incazzo se tu non fai altrettanto oppure vivo in compartimenti stagni, pensando “perché cavolo dovrei mischiare le cose?”.
Penso bene finché qualcosa non mi fa dubitare dell’altro, cioè mi tengo il beneficio del dubbio fino a prova contraria oppure:
“A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina”?
Lo so che quest’ultima frase l’ha detta Andreotti e faccio io peccato solo nel nominarlo ma che vuoi, mi piaceva, non Andreotti per carità di Dio, la frase, ci stava così bene…
Comunque, in ogni caso, ne avevamo già parlato del fatto che siamo esseri in evoluzione, vero?
Quello che voglio dire è che cambiamo atteggiamento non solo in diversi periodi della nostra vita, ma anche e soprattutto in base a chi ci troviamo davanti.
Se quel punto di incontro si trova, allora bene, festeggiamenti con tanto di brindisi e balletto finale, ma se non si trova, beh allora pace, capitolo successivo, episodio 2.
Oh, ti conosco a te, già ti vedo là a cercare di fare giochi di prestigio per settimane, mesi, anni, per cercarlo forzatamente quel punto di incontro, frustrato, accettando mille compromessi che diventeranno la tua gabbia, gettando al cesso la tua felicità per cercare di mantenerli quei terribili “accordi diabolici”.
E poi sarei io quella folle?
A dispetto di ciò che ci hanno fatto credere Julia Roberts, Hugh Grant, gli altri amici loro e gli attuali successori a Hollywood, la vita vera non è quella favola che ti propinano. Mi spiace d’essere proprio io a darti questa delusione ma vivi più in American Beauty che in Pretty Woman, pertanto è più probabile che tuo marito vada a letto con l’amica di tua figlia adolescente piuttosto che un miliardario meraviglioso perda la testa per te e ti regali una vita da sogno.
Eh no, cavolo, fuori tema come al solito, eh dai, eppure ti avevo dato l’incarico di avvisami, non mi pare così tanto complicato!
“LE COSE DEVONO DURARE QUANTO CONVIENE A TE”
Idem come sopra. Quanto conviene a ME per essere felice nella MIA vita?
Esatto, bravo, ti sei risposto da solo. Possiamo andare avanti?
“È INGIUSTO”
Ohohohoh! Che meraviglia!
Brividi, stavo aspettando con ansia questo momento, questa divisione tra giusto e sbagliato.
E chi lo dice che è INGIUSTO, che è sbagliato, tu, Robin Hood dei miei stivali?
È ingiusto per te, ma magari non è ingiusto per me.
La principessa sul pisello non pretende nulla dal suo prossimo, e per carità neppure lo desidera, che l’altro rinunci a sé stesso.
E se lo facessi pure tu qualche volta, beh se lo facessi, forse risparmieresti in compresse anti-acido per lo stomaco o in analgesici per il mal di testa.
E sebbene possa sembrare che lei abbia a cuore solo la sua di felicità non è così, perché ci crede fermamente che questo significhi agire sia per egoismo che per altruismo, sia per autostima che per compassione.
Ci spera, in un mondo in cui la gente sta esattamente dove e con chi vorrebbe stare, felice, consapevolmente soddisfatta.
Quindi, o io riesco a contribuire alla tua felicità e tu fai altrettanto con la mia oppure tanti saluti, prossimo capitolo, episodio 2.
“NON È EQUO”
È l’atteggiamento più equo che si possa assumere amico mio, più paritario, più equilibrato.
Sii felice e rendimi felice.
Che siamo amici, fratelli, amanti, partner.
O ci stiamo vicini supportandoci nella nostra crescita, quella di entrambi, oppure…lo sai già.
Ops, ho nuovamente toccato un tasto dolente mi sa, vero?
Quanti ne puoi contare di rapporti zavorra nella tua vita?
E questo tu lo definisci equo?
“NON HA SENSO”
Beh Einstein, ha senso per me, e siccome sono IO a vivere la MIA vita cerco di onorarla vivendola come se fosse un dono.
Perché non usi l’isolamento, la quarantena per fare una bella lista dei tuoi valori (lo so, oramai è chiaro che ho un debole per le liste, ognuno ha le sue fissazioni, vogliamo parlare delle tue?).
Su, riflettici o meglio cerca di sentire dentro te quali siano per te le cose imprescindibili, quelle senza le quali non riesci ad essere felice. E ora viene il difficile: prova ad essergli fedele a quelle cose là che ti fanno stare bene, prova a non accettare surrogati, perché è questo che significa essere fedele a te stesso.
Non rinunciarci così facilmente e soprattutto, non cercare di farti bastare una situazione scomoda, in altre parole, smettila di tentare di trasformare un pezzo di Seitan in una bistecca.
Fai in modo che di questi tempi in cui sei fisicamente rinchiuso tu possa comunque essere libero dentro.
Lo so che ti pare filosofia da quattro soldi, ma visto come siamo messi ora, cosa hai da perdere?
“SEI INCONTENTABILE. LE COSE DEVONO ESSERE COME DICI TU E DEVONO DURARE QUANTO CONVIENE A TE. È INGIUSTO, NON È EQUO E NON HA SENSO”
Perché una volta non ci provi pure te a non accontentarti, a scegliere cosa desideri, quando e come.
Perché non te lo vai a prendere ciò che vuoi?
E non tirare fuori la scusa che ora hai solo mezzi digitali, causa il virus maledetto, non avrai idea di tutto ciò che sei in grado di fare finché non ci proverai.
Perché non ci provi, dannazione, perché non provi a credere che sia giusto, sia equo, sia la cosa più sensata che tu possa fare non accontentarti?
E chi lo sa, visto che io lo faccio già, visto che io sto già là fuori a fare la caccia al tesoro con una mappa e una pila in mano, immagina come sarebbe se noi due ci incontrassimo davvero a metà strada, niente compromessi però, che ne dici?